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Non per forza Religioso... da Spose da Film su TORINO OGGI

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Non per forza Religioso... da Spose da Film su TORINO OGGI

Non per forza Religioso...

In Italia sono previste dalla legge tre diverse modalità per sposarsi:
Rito civile, celebrato da un ufficiale del Comune; concordatario, celebrato da un ministro del culto cattolico e valido ai fini civili; infine religioso non cattolico, celebrato da un ministro di culti ammessi.

Le statistiche indicano che all’incirca due matrimoni su tre si celebrano ancora con il rito religioso, in maggioranza con il concordatario. Per ciascun rito sono necessari dei documenti da presentare presso gli uffici del Comune. Per sposarsi in Italia è necessario essere liberi da qualsiasi vincolo matrimoniale già esistente (derivante da precedenti matrimoni, da impedimenti di parentela, da infermità mentale…).

Una volta accertato l’effettivo stato di libertà da vincoli di precedenti matrimoni e la reale consapevolezza di entrambi gli interessati, gli incaricati comunali provvederanno ad elaborare tutta la documentazione necessaria per le pubblicazioni. Queste, con le generalità dei promessi e il luogo di celebrazione delle nozze, verranno poi esposte per 8 giorni alla Porta della Casa Comunale dei comuni di residenza di entrambi i futuri sposi per rendere nota a tutti l’intenzione dei fidanzati di sposarsi, affinché chiunque ne abbia motivo possa opporsi, qualora, ovviamente, sussistano degli impedimenti di cui costoro siano a conoscenza o nel caso ci fossero altre gravi ragioni previste dalla legge.

Trascorsi 3 giorni dopo il termine delle pubblicazioni, l’Ufficiale di Stato Civile, se non gli è stata presentata nessuna opposizione, rilascia il “nullaosta” al matrimonio, in cui dichiara che quella celebrazione non ha impedimenti agli effetti civili e che i due fidanzati possono celebrare le proprie nozze entro 180 giorni dalla scadenza della pubblicazione.

In Italia il matrimonio civile può essere celebrato esclusivamente all’interno della casa comunale del proprio Comune di residenza o di altro Comune, se viene fatta la richiesta.

Vengono concesse deroghe solo nel caso in cui uno dei due sposi sia impossibilitato, per infermità o per grave impedimento giustificato. La crescente diffusione delle celebrazioni civili però ha spinto negli ultimi anni numerosi comuni italiani a eleggere a casa comunale luoghi diversi dal Municipio. Questi luoghi si caratterizzano di solito per la loro particolare bellezza e per la loro suggestività, come ad esempio castelli, palazzi storici, ville di pregio o chiese sconsacrate. Alcuni luoghi inoltre offrono la possibilità di celebrare la funzione all’aperto, in splendidi giardini e sotto gazebi fioriti. Il rito del matrimonio civile ha una durata media di circa 15-20 minuti ma è possibile concordare con l’Ufficiale di stato civile alcune personalizzazioni della cerimonia che consentono di allungarne la durata e renderla più emozionante e suggestiva.

Da qualche anno a questa parte la sempre più crescente percentuale di matrimoni civili ha portato a delle novità negli usi comuni e nel galateo riservato alle nozze civili. La sposa potrà indossare l’abito che più preferisce. La scelta potrà spaziare dal tradizionale abito bianco con velo e strascico fino a un elegante abito da sera. Anche per le cerimonie più sobrie e informali, è comunque richiesto un minimo di eleganza. Il colore dell’abito potrà non essere necessariamente bianco, ma è rigorosamente sconsigliato l’uso del nero.

Anche se non all’interno di un luogo religioso, il buon senso dovrebbe far evitare scollature provocanti. Gli sposi potranno invitare tutte le persone che desiderano, i quali dovranno vestire con eleganza.

La sposa dovrà arrivare con puntualità entrerà nella sala della cerimonia al braccio sinistro del padre o del parente uomo più prossimo e così raggiungerà il tavolo della cerimonia dove l’attenderà il futuro marito. In alternativa la sposa potrà entrare da sola oppure direttamente al braccio del suo futuro sposo. Gli invitati si troveranno tutti già in sala, a sinistra quelli della sposa e a destra quelli dello sposo.

Insomma, finalmente civile non dovrà essere sinonimo di informale.

 

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